martedì 1 aprile 2014

Quello che manca / il cane interiore

Manca un po' di sana schizofrenia a questo mondo dove ogni giorno si parla di riforme di governo e gente senza soldi che si suicida. Manca la possibilità di guardare un po' oltre la ricerca della felicità i progetti le cazzate che tutti ci siamo sciroppati da quando esistiamo perché la famiglia gli amici ci hanno suggerito modi per proteggerci dalle nostre intrinseche debolezze. Manca la possibilità di esplorare il fondo perché quando vengono meno i bisogni di base il resto sono chiacchiere e invece non lo sono, e i bisogni veri sono oltre quello che questa classe politica e la gente normale che fatica ad arrivare a fine mese ci o si dice di desiderare e invece. 

Oggi nessuno ha il coraggio di guardare in faccia la realtà. Nessuno ha il coraggio di andare oltre. Mi formicolano due dita della mano sinistra da un mese, non sono ancora andato a fare un controllo anche se mi hanno detto in ospedale che potrebbe essere un tunnel carpale, fortunatamente non alle dita con cui premo il pulsante di scatto della macchina fotografica. Non me ne frega un cazzo. Mi interesserebbe trovare un soggetto interessante per le mie foto, di quelli che quando ti ci appassioni non ti lasciano più e te li sogni la notte, persone vere che ti fanno sentire parte in causa. 

Ricordo due ragazze conosciute a distanza di un anno l'una dall'altra, molto più giovani di me, una in sedia a rotelle e l'altra che spesso parlava di sé in terza persona, 'lui dice che Paola', come se il dolore di non sentirsi riconosciuta come essere umano l'avesse fatta uscire fuori da se stessa. Rientrava in sé quando le facevo capire che mi interessava parlarle, altro che medicamenti più o meno inutili se non alla coscienza, quella cosa che per i tibetani è una mera imputazione illusoria ed è vero che lo è. Mi provocava spesso per attirare la mia attenzione, lo facevano tutte e due. Purtroppo non sono riuscito a mantenere dei rapporti con loro nel tempo, e maledico il mondo perbene e noioso che mi circonda. Ho un dono, la capacità di entrare in rapporto con gente non banale, non ne ho potuto verificare ancora la tenuta nel tempo. 

Vorrei vedere un mondo pieno di orde di folli come loro due, alla ricerca dell'indispensabile, quello che nessun governo ci può mettere in busta paga a 80 euro al mese perché è responsabilità di ognuno di noi trovare, cercare, mentre una mia foto scattata a Genova lo scorso anno e che ho rivisto in questi giorni per il mio sito internet mostra un cane davanti a una vetrina piena di manichini. Dovremmo essere tutti così, degli animali che si rifiutano di diventare umani di fronte a una falsa parata di come dovremmo essere allestita da qualche grande negoziante che compra i nostri sogni per rivenderceli trasfigurati e innocui. Essere capaci di dire di no, perché quel che veramente vogliamo non lo possiamo definire a parole o per obiettivi - come fossero scene disegnate di un fumetto pornografico - possiamo solo continuare a cercarlo, saranno poi le nostre sensazioni a dirci se lo abbiamo trovato o no, non c'è veramente nient'altro sotto il sole.


2 commenti:

  1. Ciao Gian, puoi postare la foto del cane di cui parli?

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    1. La vedi qui: https://www.flickr.com/photos/122141725@N06/13820195863/in/set-72157643890272215 mi piace il fatto che nonostante il guinzaglio giri la testa di fronte alle vetrine dei negozi.

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