giovedì 1 gennaio 2015

Sogna e disubbidisci

"Le soluzioni immaginarie sono il vivere e il cessare di vivere. L'esistenza è altrove" - André Bréton


Dunque è finito un anno. Non che me ne importasse poi chissà che. Ho fatto e ricevuto auguri dalle persone che per me contano, ma mi sono sottratto alle festività. Mi sono dedicato a me stesso in questo periodo. Ho visto Un homme qui dort tratto dal romanzo di George Perec, e mi sono chiesto che potrebbe significare per me seguirne le gesta. Tenendo come punti saldi solo alcune persone, alcune situazioni cui sono legato per vari motivi. Sottraendomi a tutto il resto. Situazione affascinante.

Sogno una rivoluzione silenziosa fatta da persone che come me desiderano sottrarsi alla socialità obbligata sia nel lavoro che nel tempo libero, e che dopo essersi sottratte si riuniscano e fondino una società segreta, una nuova massoneria dell'anima dove occuparsi esclusivamente delle cose che li animano, che amano, che trovano indispensabili e vere. Per smettere di mentirsi. Per smettere di mentire. Per smettere di dare valore a cose che hanno un valore nominale per tutti apparentemente, ma che in realtà non ci aiutano a crescere.

Mi reco al cinema un paio di weekend fa con un amico, per rivedere, era la prima volta per me su grande schermo, 2001 di Kubrick. Un film grandioso, immagini bellissime, la lunga scena finale mozzafiato e commovente. Non c'è nulla da spiegare, c'è solo da lasciarsi andare, in una fiducia cieca e animata, a quello che compare sullo schermo. Sentite cosa mi dice il mio amico alla fine della visione: “Ma sì, il monolite è la catena del DNA” e “Kubrick si faceva dei grandi acidi sullo schermo”.

Ricordo quando mia madre e mia zia parlavano animatamente davanti al cadavere di mio padre, coprendo e nascondendomi con le loro parole la sensazione della morte. Ecco, ho provato più o meno la stessa sensazione. E mi sono chiesto: 'ma perché dobbiamo sempre usare il cervello? Perchè non possiamo lasciarlo spento, ché tanto non serve a niente se non a riempirci il cuore di stronzate?'. Ecco. Voi non sapete quanto sto bene quando sono solo, e mi circondo delle persone che mi piacciono.

Per piacermi non vi chiedo molto. Dovete solo avere avuto momenti di forte oscurità e averli vissuti. Perché è il nostro frequentare il buio, quello da cui tutti scappano anche nelle sale cinematografiche, ciò che ci definisce come esseri umani. Cosa significa frequentare il buio? Ve lo spiego tramite i sogni delle mie ultime notti. Tre notti fa ho sognato di essere ancora adolescente. Ero a scuola, e i miei insegnanti non mi volevano più lì, a scuola. Non ricordo per quale motivo. Ma ricordo che nelle ore di educazione fisica spaccavo. Anche senza l'approvazione di nessuna istituzione.

Due notti fa invece ho sognato di frequentare ancora un mio vecchio amico. Ascoltavamo insieme una canzone che non sento più da tanto tempo. Lui bollava i sentimenti espressi in essa come orgoglio. Io ci sentivo invece profondità di sentire, perché non è che le persone 'semplici' siano sempre le più oneste. Essere schiavi non fa di noi persone libere. Infine stanotte ho sognato che ero bambino, e che tra i miei amici ci stava Valentina Nappi, la pornostar, anche lei bambina. Avete mai fatto sogni così, che vi indicano che dovete correre in direzione ostinata e contraria?

Se la vostra risposta è sì, molto probabilmente mi piacerete. Sognatori di tutto il mondo, che amate starvene in disparte mentre la massa rugge per la guerra tra i poveri, o mentre si accontenta di oggetti, denaro, desideri di seconda mano, unitevi! Fondiamo una nuova internazionale onirica. Se Bréton è il vostro pane quotidiano, se avete mai provato nella vostra vita un po' di amour fou, o se avete incontrato almeno una Nadja, è venuto il momento di lottare per i vostri ideali. Per quella fusione totale col mondo vero, al di là delle parole.

E se potete, guardate tanto cinema sperimentale. Come Спаси и сохрани di Alexandr Sokurov o Вечное возвращение. Кастинг di Kira Muratova. Magari guardateli nel cuore della notte, mentre il resto del mondo dorme. Sono film che vi apriranno la testa, e non vi faranno più tornare indietro. Guarderete il mondo con occhio diverso, proverete tedio per la banalità del male quotidiana. Perché è così che deve essere. Questi ultimi dieci anni di regime ci hanno lasciato in eredità un mondo freddo, disumano, già occuparsi di arte in esso è arduo, figurarsi occuparsi dell'amore.

Dovete frequentare i grandi vecchi. Quelli morti o quelli che ancora sono vivi. Ma che in virtù della loro storia, provengono da un mondo che il neoliberismo ha sepolto assieme al libero, anarchico pensiero. A me piacciono solo le cose morte o quelle che stanno per morire. Quelle vive, in salute, che quindi si sono ben adattate a vivere nella nostra contemporaneità, non mi piacciono. Sono piante malate venute a un compromesso coi propri parassiti. Non hanno nulla di nuovo da insegnarci, nulla di vitale.


Per il nuovo anno quindi vi auguro di poter vedere questi parassiti per quello che sono, ovvero esseri che si nutrono del vostro sangue, e quand'anche non possiate scrollarverli di dosso, vi auguro di iniziare a nutrirvi di cose più sane, di cose che vengono dal regno dei morti, da quel mondo molto più libero che un decennio fa il potere ha voluto smantellare con tutte le sue forze perché voi non vi ritrovaste più. Vi auguro quindi di scoprire la vostra libertà, di lottare per essa, di soffrire e morire per essa, e non per seguire un diktat della prima persona che occupa inutilmente il vostro spazio vitale.  



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